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Tanegashima-teppō
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mwbaTanegashima-teppōmwbq (種子島鉄砲?), anche mwbgHinawajūmwbw (火縄銃?), è la variante mwcagiapponese dell'mwcqarchibugio, sviluppata dagli mwcgarmaioli nipponici a partire dal mwcw1543 su modelli introdotti nel paese dai mercanti mwdaportoghesi (v. mwdqPeriodo del commercio Nanban). I grandi feudatari (mwdgmwdwdaimyō) armarono con la nuova arma sia i loro mweamweqsamurai, la casta guerriera per eccellenza, sia la nuova milizia appositamente creata per lo scopo: gli mwegmwewashigaru.
La diffusione dell'archibugio nel Sol Levante fu rapidissima. Nel solo primo decennio, vennero prodotti 300.000 esemplari di mwfqTanegashima-teppōcite-ref-nagayama-1-0[1]. Parallelamente, i nipponici svilupparono un'mwggarte marziale specifica per l'uso dell'archibugio, lo mwgwmwhahōjutsu.
Contents
• Storia
• Note
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Storia
L'adozione della tecnologia
Nel mwkg1543, una mwkwgiunca mwlacinese in rotta per mwlqOkinawa con a bordo avventurieri portoghesi, condotti da mwlgPinto Fernão Mendes, attraccò sull'isola giapponese di Tanegashima per sfuggire ad una tempestacite-ref-2[2]. Il signore dell'isola, Tanegashima Tokitaka (mwmw1528–mwna1579), entrò in possesso di due archibugi e li affidò ad un fabbro locae (tale Yaita) affinché li copiasse. I giapponesi utilizzavano armi da fuoco già da oltre due secoli. Si trattava di schioppi e cannoni derivati da modelli cinesi, chiamati mwnqTeppō (鉄砲, it. "tubo di ferro"), più scomodi ed arcaici rispetto agli archibugi portoghesi a micciacite-ref-3[3]. Comprese le potenzialità della nuova arma, Tokitaka volle servirsene per avvantaggiarsi rispetto agli altri mwogdaimyō. Il suo armaiolo però non riuscì a forare elicoidalmente lo scodellino delle armi da lui prodotte. Il problema fu risolto solo l'anno successivo, quando i portoghesi tornarono a Tanegashima portando un loro armaiolo, messo a servizio del feudatariocite-ref-4[4].
L'archibugio si diffuse rapidamente nell'mwqaArcipelago: i Tanegashima ne condivisero l'uso con i loro signori del mwqqClan Shimazu ma successivamente anche altre casate si accaparrarono l'uso delle armi dell'Occidente e nei dieci anni successivi vennero prodotte oltre 300.000 mwqgtanegashima-teppōcite-ref-nagayama-1-1[1]. Nel frattempo i signori della guerra sperimentarono varie migliorie per rendere l'arma più letale. Vennero sviluppati mwrwcalibri più grandi e pesanticite-ref-perrin-p-17-5-0[5] e s'inventò una custodia mwtalaccata per proteggere il meccanismo di sparo dall'acquacite-ref-6[6], s'inventò un sistema di stringhe a lunghezza fissa, assicurate all'archibugio, che permettessero il tiro sicuro di notte garantendo una serie di angoli fissicite-ref-7[7]. Per ovviare ai lunghi tempi di ricarica (un mwvqsamurai ben addestrato all'uso del mwvgmwvwyumi poteva scagliare più di una dozzina di mwwafrecce nel tempo in cui un archibugiere caricava, puntava e faceva fuoco) si organizzarono batterie di tiro alternate per garantire fuoco costante sul nemicocite-ref-perrin-p-17-5-1[5].
Periodo Sengoku
Il ruolo dell'archibugio nelle guerre che portarono all'unificazione del Giappone fu enorme.
Già nel mwya1549, mwyqOda Nobunaga commissionò la costruzione, per le sue forze, di 500 archibugi. Nel mwyg1563, il clan Amako di Izumo sconfisse il clan Kikkawa registrando 33 feriti da archibugio tra le file nemichecite-ref-8[8]. Come risultato, nel mwzw1567 mwaaTakeda Shingen annunciò che "da lì in avanti, gli archibugi sarebbero divenuti le armi più importanti e che il numero delle lance per ogni unità sarebbe stato ridotto e che gli uomini più validi avrebbero dovuto utilizzare l'archibugio"cite-ref-perrin-p-17-5-2[5]. Nel mwbq1570, fu Nobunaga ad utilizzare massicciamente gli archibugi nella mwbgBattaglia di Anegawa e, cinque anni dopo, proprio grazie ai suoi 3000 archibugieri riportò la vittoria sul clan Takeda nella mwbwBattaglia di Nagashino. La vittoria di Nagashino fu doppiamente significativa poiché la maggior parte dei tiratori impiegati da Nobunaga erano ex-contadini il cui operato sul campo di battaglia aveva annientato un'armata di samurai ben addestraticite-ref-9[9]
Periodo Edo
Durante il mwfqperiodo Edo (1603-1868), il Giappone sperimentò una peculiare evoluzione nell'ambito delle armi da fuoco. Lo shogunato mwfgTokugawa, al fine di consolidare la stabilità politica e prevenire potenziali insurrezioni, attuò rigide politiche di controllo sulla diffusione di tali armamenticite-ref-10[10]. Di conseguenza, la produzione e il possesso di armi da fuoco furono soggetti a restrizioni, e l'attenzione si spostò verso le arti marziali tradizionalicite-ref-11[11]. Tuttavia, nonostante la mwhwdiminuzione dell'impiego bellico, la tecnologia delle armi da fuoco continuò a progredire. Gli armaioli giapponesi perfezionarono il Tanegashima incrementandone precisione e affidabilità. Parallelamente, il possesso di tali armi assunse un significato simbolico, associato allo status sociale elevato, in particolare tra i samuraicite-ref-12[12]. Con l'avvento della mwjaRestaurazione Meiji, il Giappone riprese a valorizzare le armi da fuoco moderne, segnando il declino del Tanegashima.
Note
cite-note-nagayama-11. ↑ Kōkan Nagayama (1998), mwlqThe connoisseur's book of Japanese swords, Publisher Kodansha International, ISBN 4-7700-2071-6, p. 30.
cite-note-22. ↑ Kerr, GH (2000) ormeggiò presso l'mwmgisola giapponese di mwmwTanegashima (mwnaArcipelago delle mwnqRyūkyū) , mwngOkinawa: The History of an Island People, Tokyo, Tuttle Publishing, pp. 141-144.
cite-note-33. ↑ Perrin, Noel (1979), mwogGiving up the Gunmwow : Japan's reversion to the Sword, 1543–1879, Boston, David R. Godine, ISBN 0-87923-773-2, p. 93.
cite-note-44. ↑ Lidin, OG (2002), mwqaTanegashima: the arrival of Europe in Japan, Nordic Institute of Asian Studies, NIAS Press, p. 142.
cite-note-perrin-p-17-55. ↑ Perrin, p. 17.
cite-note-66. ↑ Perring, p. 18.
cite-note-77. ↑ Perring, p. 40.
cite-note-88. ↑ Ferejohn JA [et al.] (2010), mwuqWar and state building in medieval Japan, Stanford University Press, ISBN 978-0-8047-6370-7, p. 147
cite-note-99. ↑ L'impatto psicologico della sconfitta di Nagashino sulla casta samurai può facilmente essere assimilato alla crisi socio-culturale prodotta nella casta militare europea dal riaffermarsi della superiorità della mwvgfanteria sulla mwvwcavalleria nel corso del mwwaRinascimento: v. mwwqBattaglia degli speroni d'oro, mwwgBattaglia di Grandson, ecc.
cite-note-1111. ↑ mw0amw0qmw0gEP05 "The Myth of Samurai Giving Up the Gun"., su mw0wsamuraipodcast.com.
Bibliografia
• Lidin, OG (2002), mw5gTanegashima: the arrival of Europe in Japan, Nordic Institute of Asian Studies, NIAS Press.
• Perrin, N (1979), mw6aGiving up the Gunmw6q : Japan's reversion to the Sword, 1543–1879, Boston, David R. Godine, ISBN 0-87923-773-2.
• Ratti, O [e] Westbrook A (1978), mw7aI segreti dei samuraimw7q : le antiche arti marziali, Roma, Edizioni Mediterranee.
Voci correlate
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• mw-a(EN) Tanegashima-teppō, su japaneseweapons.net. URL consultato il 3 giugno 2015 (archiviato dall'url originale il 14 marzo 2013).